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La Contatrice di Fili

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26 Settembre 2017

All’arrivo

Arrivare a Firenze in primavera è quanto di piú confortante vi possa capitare, il cielo si colora di rosso e di pervinca e i monumenti prendono le sfumature rosa e azzurre che la luce riflessa  irradia generosamente, i glicini adornano le pareti degli edifici storici e delle case nei colori del viola chiaro e del viola scuro, ma non sarа difficile trovarne anche una qualitа di colore bianco che inaspettatamente colpirа il vostro sguardo e catalizzerа la vostra attenzione .

Rimarrete stupiti di fronte a tanta bellezza architettonica e naturalistica e alla  la gente, che in questa stagione si riversa nelle strade e lungo le rive dell’Arno che riflette il sole nelle sue dolci anse e brilla con una luminositа calda e frizzante in grado di trasferire  al vostro animo una sensazione di pace e di benessere .

Nella mia continua ricerca di migliorami e di trovare la mia identitа tessile ho deciso di frequentare un corso di “analisi del tessuto” proprio nella cittа di Firenze e durante tutto il periodo della mia preparazione si è creata una sinergia fra quello che era il mio lavoro, la cittа e me stessa .

Decidere di affrontare l’analisi tessile significa mettersi in contatto con se stessi, è un lavoro di pazienza certosina, dove con una piccola lente analizzi per ore frammenti tessili che possono appartenere ad epoche diverse, conti con assoluta precisione i fili presenti nella trama e nell’ordito, cerchi di  capirne la composizione, gli effetti, lo scalino e la legatura,  e mentre fai questa conta dei fili  ti capiterа straordinariamente di trovare un senso di calma che ti permette di metterti in contatto con te stesso, di sentire il tuo cuore e di allontanarti da tutto quello che ti circonda per qualche ora della tua vita, per poi rimetterti in gioco con una nuova consapevolezza .

L’analisi

L’analisi del tessuto è chiara, e ci dа inconfutabili risultati, ma ci vuole anche l’esperienza e la pazienza, ci vuole un sano distacco da tutto il resto, umiltà e come ogni cosa passione e cuore .
La Fondazione è immersa nel verde fra cipressi e ulivi, glicini e alberi da frutta, gli iris viola crescono spontaneamente sui bordi della collina, è un luogo fuori dal tempo, nostalgico, dove i telai sono quelli della fine del 1800 inizi 900 .
Appena entri capisci di essere in un luogo ricco di storia e di vissuto, il rumore dei telai intervalla le tue giornate misto al canto degli uccellini che popolano le colline circostanti, il sorriso di Cecilia ti accoglie alla porta con la sua cascata di riccioli biondi e lo sguardo sereno di chi ha la fortuna di lavorare in un luogo magico, fuori dal tempo .

In Fondazione non esiste la parola fretta, perché tutto viene scandito dai tempi del telaio che producono rasi, damaschi, broccati e velluti di una qualitа indiscussa e superiore .

Il velluto fiorentino venne arricchito da delle virgole d’oro e d’argenteo nel 1500, il termine “allucciolato” fu un termine aulico inventato da un setaiolo fiorentino un tal Gargiolli, per esprimere come questo velluto avesse una tale lucentezza da ricordare le lucciole nelle sere d’estate, a tal proposito vi suggerisco di ricercare l’abito della Duchessa Eleonora da Toledo nella Firenze di Cosimo I Medici .

Nei “Giornali di entrata e di uscita ” nel 1544 del suo Guardaroba si legge: di tessuti rarissimi e preziosi, realizzati dalle manifatture fiorentine, per la considerevole somma di 296 doppioni d’oro,  trattasi di tessuto di velluto nero controtagliato su teletta d’argento , broccato di ricci d’oro e d’argento, in grado di conferire alla Duchessa un aspetto armonioso, elegante e luminoso .

Ancora oggi al telaio trovi i tessitori che con autentica precisione abbassano i pedali, lanciano le navette e creano tessuti per i mercati piщ esigenti: castelli, sedi museali, edifici di importanza storica, sedi governative, le commesse arrivano da ogni parte del mondo e permettono di far sopravvivere questo gioiello dell’industria artigianale tessile .

Annina ha 24 anni, ma è una fiorentina di quelle toste e laboriose, testa bassa lavora per sei sette ore sul suo telaio, le mani sono delicate e sottili, le spalle forti, lo sguardo fiero e vispo di chi non si spaventa di fronte a nulla, sta lavorando a un ‘importante commessa di velluto unito color cremisi, sul suo telaio fili rossi e arancioni si intervallano regolarmente.

Ogni giorno arriva a tessere  20 massimo 30 cm di trama e ordito tutto di seta, il suo telaio è posto vicino a una finestra da dove entra il sole e il verde della collina, Annina passerà su questo importante ordine i suoi prossimi quattro, cinque anni di vita perché si tratta di centinaia di metri, trovo la cosa straordinaria , fra 5 anni lei avrа 30 anni e potrebbe essere sposata o avere dei figli, è quasi incredibile  come la vita di una persona possa essere legata a una commessa importante di tessuto, al filo in seta che si arrotola su una navetta e mentre si srotola la vita lentamente trascorre, è per me estremamente di conforto sapere che non tutto il mondo è preso dalla frenesia della produzione in tempi ristretti, sapere che esiste ancora un mondo dove la qualitа si aspetta e si rispetta, in un ‘epoca dove purtroppo tutto perde valore, le cose, il lavoro, la vita stessa, tutto volto alla meccanizzazione, all’efficienza, al controllo della macchina sull’uomo, all’industrializzazione, qui accade tutto il contrario e questo mi fa pensare di essere nel luogo giusto .

La sera

La sera dopo le mie otto ore in aula studio, fra telai, lenti filari, manufatti e diapositive mi sento stanca ma arricchita, mi immergo nel traffico fiorentino e poi lascio la mia macchina per camminare e assaporare le ore del tramonto, riprendo il filo dove l’avevo lasciato, passeggio fra i verdi viali ai Boboli, passo Palazzo Pitti, l’Arno con i suoi colori che scaldano, Ponte Vecchio con i turisti, i musicisti, i ragazzi chiassosi in gita … mi sono fermata a guardarli e per un attimo ho pensato a loro fra vent’anni, quando rivedranno quella foto, quell’attimo felice di vita vissuta, si ricorderanno dei loro sogni, di quello che erano e che sono diventati e un filo rosso di seta li condurrа nuovamente a quel profondo attimo di felicitа autentica che la vita gli ha donato .

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